La Via Crucis

La chiesa di Cristo Redentore a Le Case nella parrocchia della Fontenuova a Monsummano Terme si arricchisce di un’altra opera d’arte. Pochi anni di vita – in linguaggio antico si direbbe che non raggiunge i tre lustri – e già si distingue per alcune opere di notevole pregio artistico. Dopo l’inaugurazione del luglio 2001 la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia fece dono alla chiesa di una possente statua di Cristo Redentore, alta 4 metri, collocata non senza qualche difficoltà nell’abside della Chiesa. La statua era opera dell’artista pistoiese Jorio Vivarelli. Con il contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena l’artista senese Massimo Lippi realizzò poco dopo il bellissimo portale. Altra impronta dello spirito toscano è stata lasciata dalla dolce Madonna della Provvidenza del senese Pierluigi Olla, di cui recentemente sono state collocate nella chiesa de Le Case due piccole ma significative statue: S. Teresa d’ Avila e S. Giovanni Paolo II.

A quindici giorni dalla Pasqua la chiesa si arricchisce ora di una Via crucis, che ha una storia particolare. Qualche anno fa la Prof. Maria Rosaria Manigrasso, titolare della Cattedra di Plastica Ornamentale dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, ci proponeva di realizzare in terracotta per la chiesa de Le Case le Stazioni della Via Crucis.

In questa realizzazione veramente pregevole sono stati coinvolti gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, coordinati dalla stessa Manigrasso e dai colleghi Davide Tito e Rosita Bernardo.

In questo modo la Via Crucis si presta a diverse letture interessanti. Prima di tutto è il frutto di una collaborazione, di un lavoro collettivo, di un impegno educativo a tutto tondo. Le 14 Stazioni danno poi modo di esprimere ai giovani la diversa sensibilità suggerita dalle situazioni di sofferenza di una persona estremamente eccezionale come quella di Gesù. Scavare nei volti di Gesù, della Madonna, del Cireneo, della Veronica e di altri personaggi, protagonisti di questo viaggio della sofferenza, non è stato un puro esercizio accademico, ma per i giovani ha rappresentato un confronto con situazioni di vera umanità.

C’è per ultimo l’avvicinamento dei giovani al tema religioso o, se vogliamo, lo sforzo per fare dell’arte un invito alla preghiera. Il passaggio da una Stazione all’altra permette infatti al cristiano di dare un sapore sempre nuovo all’incontro con Dio.

Personalmente e a nome di tutta la comunità de Le Case il più sentito ringraziamento ai docenti e ai giovani dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Questi ultimi potranno con gioia nel corso degli anni ritornare nella memoria e anche di persona ad una delle prime esperienze artistiche che hanno segnato il loro percorso accademico.

 

Le Case, Monsummano Terme 21.3.2015                              + Giovanni, vescovo

 

 

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